Carteggio n°128: La Storia rivista da Trump
Il revisionismo all'epoca dell'estrema destra di governo
“If a nation expects to be ignorant and free, in a state of civilisation, it expects what never was and never will be.”
Lettera a Charles Yancey, 6 gennaio 1816
Buona giornata a tutti i lettori di Jefferson!
La nostra redazione non ha mai sposato l'adagio popolare (e populista) della Storia riscritta dai vincitori. Molte volte lo hanno fatto gli “amati perdenti” come gli ex confederati, sconfitti nella guerra civile ma decisamente prevalenti nell'immaginario popolare con la cosiddetta “Lost Cause” che produsse libri e film come “Via col Vento”, dove la schiavitù veniva edulcorata e i piantatori sudisti venivano dipinti come benevoli patriarchi. Questo modello però è quello che muove molte scelte della Seconda amministrazione Trump: cancellare le riflessioni che negli ultimi anni hanno spinto molti americani a fare i conti con una scomoda eredità in favore di un'esaltazione acritica dai tratti etno-nazionalistici. Anche questi sforzi però, come quelli degli ex militari in giacca grigia, sono destinati a soccombere di fronte a verità che non si possono più rimuovere.
Buona lettura!
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