Carteggio n°28: una sinfonia di Fedi

Il cristianesimo queer americano, il microcosmo radicale e pastorale degli Amish, la secolarizzazione in salsa USA e l'integrazione islamica nel tessuto sociale statunitense.

I am for freedom of religion, & against all maneuvres to bring about a legal ascendancy of one sect over another.

Lettera a Elbridge Gerry, 26 gennaio 1799

Buona giornata a tutti i lettori di Jefferson!

Questo carteggio prende spunto da un discorso tenuto dall'allora candidato repubblicano alle primarie presidenziali Mitt Romney il 6 dicembre 2007, dove esaltava la ricchezza religiosa americana usando questo termine che evoca armonia: «A Symphony of Faith».

Spesso è proprio la fratellanza che manca, dentro le comunità, ma non solo. Per questo abbiamo deciso di indagare in quelle esperienze religiose che sono dissonanti rispetto al mainstream statunitense.

Buona lettura!


Quelli che Lui amava: una storia del cristianesimo queer americano

di Emanuele Monaco

Il responsabile Oral History LGBTQ+ di Jefferson, Emanuele Monaco, ci porta nel mondo del cristianesimo queer, ovvero in quelle esperienze di fede che a partire dagli anni Sessanta hanno accolto pienamente persone omosessuali e appartenenti alla comunita LGBTQ+ americana.

Silenziosi, isolati e conservatori: gli Amish d’America

di Gianluca Lo Nostro

Il vicedirettore Gianluca Lo Nostro ci porta alla scoperta di usi e costumi delle comunità più recluse ed escludenti nei confronti dell'intera modernità: ecco come vivono, e cosa votano, gli Amish d'America.

“In God We Don’t Trust”: il fronte ateo-agnostico negli Stati Uniti

di Sofia Eliodori

Un tempo definirsi ateo voleva dire non vincere le elezioni, oggi invece le cose stanno cambiando: Sofia Eliodori ragiona sul diverso peso politico degli americani che non aderiscono a nessuna religione.

L’Islam a stelle e strisce

di Francesco Petronella

Discriminati e nel mirino della diffidenza altrui: ma l'Islam americano è molto di più. Francesco Petronella ci aiuta a capire la situazione odierna dei seguaci di Allah sul suolo statunitense, definiti da George W. Bush «sinceri amici dell'America».