Silenziosi, isolati e conservatori: gli Amish d'America

Negli Stati Uniti esiste un microcosmo agreste e pastorale dove vive una popolazione rimasta alla tradizione fisiocratica dell'Europa settecentesca. Sono gli Amish.

Silenziosa, isolata, conservatrice e poco conosciuta. La comunità Amish negli USA appare all’esterno come una società dentro una società, un microcosmo dal panorama prevalentemente agreste e pastorale costituito da rigidi precetti religiosi e un’educazione controllata dalla nascita fino al matrimonio.

Contrariamente a quanto si pensi, gli Amish sono disomogenei e ricchi di sfaccettature. Il termine stesso, Amish, comprende più gruppi con un’origine comune, ma distinti e separati per tradizioni e stile di vita.

Dove vivono gli Amish negli Stati Uniti

Oggi la popolazione negli Stati Uniti, raddoppiata negli ultimi vent’anni grazie alla notevole fecondità (in media tra i 4 e i 5 figli per famiglia), conta 361.685 persone, un numero in costante crescita da almeno tre secoli e mezzo, ossia dall’inizio dell’immigrazione di massa dalla Svizzera e dalla Germania.

Residenti ufficialmente in 31 Stati americani e in Canada, le comunità più folte si trovano in Pennsylvania, Ohio e Indiana. Lancaster County in Pennsylvania (popolazione Amish di 59.000 abitanti) e Holmes County (popolazione Amish di 23.000 abitanti, più della metà del totale) in Ohio rappresentano le due contee più Amish d’America.

Negli USA sono 2.720 le congregazioni in cui sono divise le comunità, che vivono nei cosiddetti church districts, che possono arrivare fino a 100 componenti per insediamento.

L’iniziazione

L’età in cui gli Amish vengono battezzati varia dai 18 ai 21 anni. Per battesimo si intende solo quello dei credenti in età adulta (seguendo l’esempio di Gesù Cristo) diventati in grado di confessare la propria fede. Questo è un elemento che influenza parecchio la scelta di rimanere Amish per tutta la vita: i giovani vengono sottoposti a una ferrea educazione, ligia alle direttive dei maschi adulti e ispirata all’intera lettura e interpretazione letterale della Bibbia, dell’Antico e Nuovo Testamento.

Il Rumspringa è infatti il rito di passaggio per tutti gli adolescenti Amish, che giunti alla soglia dei 16 anni possono finalmente uscire dall’isolamento familiare e cominciare a socializzare con altri Amish.

I matrimoni non sono quasi mai combinati e la stagione delle nozze va da ottobre a marzo, il periodo dell’anno in cui i raccolti scarseggiano e c’è meno lavoro. I giorni in cui si celebra il sacramento sono il martedì e il giovedì, quando i carri non vengono utilizzati per il lavoro nella fattoria. Il divorzio non è ammesso.

Le differenze tra Amish e Mennoniti

Le radici degli Amish vanno rintracciate nel periodo della Riforma radicale che si diffuse in risposta alla dottrina protestante di Martin Lutero. Tutto ebbe inizio tra il XVII e il XVIII secolo. Un baffuto (oggi proibito) signore svizzero di nome Jakob Ammann, di fede anabattista e appartenente al ramo della Chiesa Mennonita, si allontanò da quest’ultima a causa dell’inconciliabile concezione del peccato.

Per Ammann, che chiedeva un’applicazione drastica della disciplina anabattista, chi veniva scomunicato (shunned) doveva ricevere sanzioni più dure. A partire dal 1693 cominciarono a formarsi i gruppi di fedeli, che presero il nome tedesco di ammanniti, Amischen in tedesco, poi inglesizzato in Amish.

Questa mentalità severa e inflessibile non venne accettata dalle altre chiese e gli Amish, ripercorrendo le tracce dei lontani cugini inglesi puritani, furono costretti a scappare dalle persecuzioni in atto in tutta Europa, trovando un porto sicuro nell’oasi di tolleranza americana, già faro della libertà di culto oltre l’Atlantico ben prima della codificazione nella legge fondamentale del 1787.

Le differenze più consistenti tra gli Amish e Mennoniti dipendono principalmente dallo stile di vita piuttosto che dalle credenze religiose. Gli Amish tendono a rifuggire dalla tecnologia e dal mondo esterno – che nella tradizione Amish si chiama English people –, rifacendosi alle teorie fisiocratiche settecentesche in contrasto all’economia industriale. Indossano abiti folk e morigerati (plain dress) e viaggiano esclusivamente a bordo degli inconfondibili carretti (buggy), poiché le automobili sono vietate.

I Mennoniti, anch’essi plain people, hanno invece accolto positivamente il progresso scientifico raggiunto dall’umanità e considerano – analogamente al mormonismo – prioritario il lavoro missionario, contribuendo attivamente alla promozione e alla conversione in oltre trenta paesi del mondo, grazie alla dedizione dell’Eastern Mennonite Missions.

La classificazione

Questione di sfumature, apparentemente. Eppure, la stessa comunità Amish risulta altamente diversificata. La loro collocazione dipende dal grado di apertura al mondo esterno e dal rapporto con la tecnologia. La suddivisione classica e più rapida, in ordine di rigidità, è la seguente:

  • Old Order 1: i “vecchi ammanniti” sono i più conservatori e i più numerosi e presentano molteplici sottogruppi. L’accesso alla tecnologia può variare a seconda della chiusura verso l’English people. L’ordine più estremo è quello degli Swartzentruber, ai quali è vietato usare la corrente elettrica e illuminano le loro abitazioni con lampade al kerosene. Gli è consentito utilizzare la lavatrice, ma non è raro trovare famiglie che si auto-impongano il lavaggio a mano. Non vogliono assolutamente essere ripresi da telecamere o essere fotografati, anche se in alcuni casi possono permettere di essere inquadrati dal petto in giù. Si distinguono dagli altri Amish perché i muri esterni delle case sono pitturati di bianco;

  • Beachy Amish2: si tratta delle comunità maggiormente integrate nel tessuto sociale statunitense. Talvolta confusi con i Mennoniti, differiscono da questi per le motivazioni storiche che portarono allo “scisma”3: chi viola le regole viene diseredato, rimosso e scomunicato. I Beachy Amish possono guidare veicoli, collegare la corrente in casa, avere dei bagni interni, telefonare con i cellulari e navigare su internet (possiedono un’app personalizzata per limitare l’accesso ai contenuti pornografici ai propri famigliari).

The Amish Way of Life

Sia i Beachy che gli Old Order Amish frequentano le stesse scuole private fino ai 14 anni. Gli istituti scolastici sono costruiti dagli Amish, che li gestiscono grazie a specifici accordi con le amministrazioni locali e con il Dipartimento dell’Istruzione.

Gli insegnanti Amish si attengono a un programma scolastico in linea con i dettami religiosi, ma non per questo meno vario. L’inglese viene imparato come seconda lingua, dal momento che il Pennsylvania Dutch, una variante dialettale e quasi arcaica del tedesco, è il vernacolo parlato da tutti che si tramanda dal Seicento.

Il sostentamento delle famiglie Amish deriva per la maggior parte dei casi dall’agricoltura, svolta servendosi di tecniche e mezzi desueti, mediante i cavalli con le briglie attaccate ai buggies. Quello dei carretti è un business alquanto redditizio, rivolto non solo agli Amish, ma anche alle comunità non-Amish che possono trovare veri e propri mercati all’aperto di buggy in giro per le contee.

Chi non è impiegato nell’agricoltura può aprire delle piccole aziende a conduzione familiare che possono, sempre in ottemperanza alle regole del buon Amish, interagire anche con altre imprese non-Amish. Le attività più comuni sono negozi di cappelli, edilizia e diners, ma il settore davvero remunerativo è la falegnameria, in particolare la produzione di mobili artigianali realizzati da abili ebanisti.

La mutua convivenza con il governo

Si è discusso del rapporto con la tecnologia, ma in che stato è quello con il governo federale? Anzitutto bisogna precisare che gli Amish sono il gruppo demografico americano col tasso più basso in assoluto di evasione fiscale: pagano tutti i tipi di tasse e di imposte nazionali e locali.

Il Congresso ha introdotto nel 1965 un’esenzione che ha revocato l’obbligo di contribuire alla previdenza sociale. Vivendo in una realtà quasi avulsa e completamente distaccata, gli Amish sostengono di non dovere nulla in cambio agli altri cittadini americani.

Se l’evasione fiscale è praticamente inesistente, in passato la percentuale più alta di renitenti alla leva negli Stati Uniti era proprio tra gli Amish, ideologicamente contrari alla guerra, pronti addirittura a pagare chiunque fosse disposto a sostituirli durante la guerra civile americana. Questo atteggiamento ha creato delle frizioni col governo nel corso delle due guerre mondiali, superate con l’abolizione della coscrizione obbligatoria nel 1973.

I luoghi comuni sugli Amish

Ci sono una pletora di luoghi comuni sugli Amish, primo su tutti il presunto rifiuto di farsi curare dai dottori. La medicina moderna non è rinnegata tout court e il ricorso alle cure omeopatiche non è così periodico. Alcune famiglie scelgono di andare negli ospedali, mentre altre preferiscono rivolgersi a un chiropratico.

La recente pandemia di COVID-19, combinata alla forte propensione sociale degli Amish, ha tuttavia avuto conseguenze tragiche, con migliaia di casi e un boom di morti che ha rallentato la galoppante crescita demografica. L’elevata circolazione del virus ha avuto però il taumaturgico effetto di creare l’immunità di gregge in tante comunità, dove i tassi di vaccinazione sono quasi nulli.

Vista la quantità ridotta di interazioni tra famiglie all’infuori delle comunità, il pool genetico degli Amish è molto simile. L’incesto è illegale come nel resto degli Stati Uniti. È vietato sposarsi tra cugini di primo grado, ma non tra cugini di secondo e terzo grado.

Purtroppo, il fatto che l’incesto non sia permesso dalla legge non implica che non venga praticato e a quanto pare non sarebbe neppure l’unico grattacapo che macchia la rettitudine morale e la reputazione dei tantissimi membri di questa confessione religiosa.

Un’inchiesta di Cosmopolitan nel 2020 ha rivelato che tra le comunità Amish si è registrata una spirale preoccupante di casi di violenza sessuale, stupri e perfino di pedofilia che spesso passano inosservati per via dell’assoluta riservatezza degli Amish. Il racconto della giornalista Sarah McClure, che ha messo insieme le testimonianze dirette delle persone coinvolte, è crudo nei dettagli e si può leggere qui.

Gli Amish e la politica

Ecco, infine, la domanda principe di questo articolo: gli Amish votano? E se votano, cosa votano? Un candidato in particolare ha cercato di approfittare della bassa visibilità di cui gode quest’enorme comunità: Donald Trump.

È accaduto svariate volte negli ultimi 5 anni che sul compianto profilo Twitter del 45esimo Presidente USA si potessero scorgere retweet di famiglie Amish a bordo dei loro carri con gli striscioni MAGA.

Sembrerebbe naturale credere che dal conservatorismo Amish non possa che scaturire un ghiotto bacino elettorale per il Partito Repubblicano. Niente di più sbagliato.

Gli Amish non votano e non seguono la politica americana, questo è quello che prescrivono molti pastori e leader locali, scelti o eletti dai fedeli, secondo il modello congregazionalista che prevede l’autodeterminazione delle comunità, che si autogovernano dal basso e si oppongono alla visione gerarchica della Chiesa.

Votare non ha nessun effetto sulle loro vite e soprattutto non è pertinente con il loro Way of Life. È quasi impossibile azzardare delle stime sull’affluenza, fondamentalmente perché non si iscrivono alle liste elettorali e pertanto non compaiono tra gli elettori registrati. Basti pensare che a Holmes County, su quasi 40.000 aventi diritto, sono soltanto poco più di 18.000 gli elettori registrati.

È evidente, come dimostrano le foto, che una minoranza ha a cuore le sorti del Paese e ritiene opportuno mostrare il proprio supporto verso un candidato in particolare, magari in maniera provocatoria e palese. Il consenso degli Amish è sempre orbitato, per quel che conta, intorno alla galassia repubblicana. Ci provò anche George W. Bush a organizzare un blitz elettorale nel 2006, ma non funzionò.

Bisogna, piuttosto, riconoscere che la peculiare diversità degli Amish li rende l’esatto contrario di una costruzione granitica legata a certi cliché, un prodotto di quel sacro Primo emendamento della Costituzione che, tra le altre cose, tutela la libertà religiosa dalla storicamente invasiva mano dello Stato.

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1

Capitolo 8, “Diverse Affiliations,” Donald B. Kraybill, Karen M. Johnson-Weiner e Steven M. Nolt, The Amish (Baltimore: Johns Hopkins University Press, 2013).

2

Steven M. Nolt e Thomas J. Meyers, Plain Diversity: Amish Cultures and Identities (Baltimore: Johns Hopkins University Press, 2007).

3

Capitoli 2 e 3, “The Origins of Religious Diversity” e “Coping with Church Schism,” Charles E. Hurst and David L. McConnell, An Amish Paradox: Diversity and Change in the World’s Largest Amish Community (Baltimore: Johns Hopkins University Press, 2010).