La crisi silenziosa delle morti per parto
Negli Stati Uniti sempre più donne muoiono per parto, tra disuguaglianze etniche e sociali ma soprattutto un sistema sanitario che non si prende cura dei più deboli
Nel Carteggio n° 123 abbiamo voluto raccontarvi i principali aspetti della maternità negli Stati Uniti: un tema che è un campo di battaglia politico, spesso troppo inflazionato, bistrattato e usato come leva per togliere diritti, senza vedere il nocciolo della questione a monte di un problema complesso come il crollo delle nascite. Un tema che è, al tempo stesso, un aspetto estremamente intimo nella vita di una coppia e della donna in particolare, con molti lati oscuri al di là della gioia di far nascere un essere umano.
La maternità è anche un tema sanitario. Non solo per i costi che comporta la gravidanza, come ha ricordato Enrica nel suo articolo, ma anche per le conseguenze che può avere sulla salute della donna, sia fisica che mentale, arrivando talvolta all’esito più tragico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la mortalità materna o morte ostetrica (maternal death o pregnancy-related death) come “il decesso di una donna durante la gravidanza o entro 42 giorni dalla sua conclusione, indipendentemente dalla durata e dalla sede della gravidanza, dovuto a qualsiasi causa correlata o aggravata dalla gravidanza o dalla sua gestione, ma non da cause accidentali o incidentali”. I Centres for Disease and Control Prevention (CDC) estendono addirittura il periodo a un anno dal parto, indicato come causa scatenante, includendo complicanze fisiche oltre che psicologiche.
Gli Stati Uniti detengono un primato ben poco conosciuto e molto negativo quando si parla di salute e gravidanza. Sono infatti il Paese ad alto reddito con il tasso più alto di mortalità materna. L’OMS ha riportato come nel 2023, mentre i tassi globali di morte materna si abbassavano, solo gli Stati Uniti e altri sette Paesi (Venezuela, Cipro, Grecia, Mauritius, Belize, Repubblica Dominicana e Porto Rico) vedevano i loro numeri aumentare.
Il fenomeno non è nuovo. Come ha sottolineato una ricerca del Commonwealth Fund dello scorso anno, il tasso di mortalità materna tra il 2000 e il 2009 è aumentato del 22,8 per cento, per poi stabilizzarsi nella decade successiva con 660 decessi all’anno. La pandemia di Covid-19 ha segnato poi un picco, facendo registrare 1.222 decessi all’anno. Intorno al 2023, il numero era poi tornato ai livelli pre-pandemici, in parallelo a un calo drastico delle nascite. Nonostante il dato incoraggiante sulla carta, la morte materna continua a essere meno rara di quello che si pensa.
Mentre analizziamo meglio il fenomeno, il quadro di fondo è sempre lo stesso: le disparità etniche sono tra le cause principali di questa catastrofe. La pandemia di Covid-19, infatti, oltre a mettere sotto stress un sistema sanitario già molto debole, ha accentuato le disparità rendendo la situazione drammatica. I tassi di mortalità sono più alti per le donne di colore e per le donne native americane e dell’Alaska, anche da prima della pandemia: nel periodo dal 2017 al 2019, sono stati superiori rispetto a quelli delle donne bianche di 2,9 volte per le prime e 2,3 per le seconde. Durante la pandemia, i tassi di mortalità delle donne native americane e dell’Alaska sono aumentati del 184 per cento e quello delle donne di colore del 58 per cento. I numeri delle donne ispaniche e di origine asiatica non hanno registrato un tale livello di crescita; tuttavia, con la pandemia hanno subìto anche loro un aumento di decessi, così come le donne bianche. Oltre allo stress del sistema sanitario, numerose ricerche hanno evidenziato come il Covid-19 aumenti i fattori di rischio durante la gravidanza. Infatti, i gruppi etnici più colpiti hanno registrato aumenti proporzionali di infezioni e minore accesso alle vaccinazioni, così come le disparità socio-economiche hanno esacerbato la difficoltà di ricevere cure adeguate.
Un’analisi trasversale su 6.283 decessi negli Stati Uniti nel periodo 2018-2022 pubblicata su Jama[1] ha confermato questi dati – non solo tra gruppi etnici differenti, ma anche tra Stati all’interno della federazione. Lo studio ha confermato che le donne native americane e dell’Alaska hanno registrato il tasso annuo e aggregato standardizzato per età più elevato (106,3 decessi ogni 100.000 nati vivi), seguite dalle donne nere non ispaniche (76,9 decessi ogni 100.000 nati vivi), rendendo i due gruppi etnici quelli più colpiti.
Tra gli Stati più interessati dal fenomeno ci sono quelli del Sud degli Stati Uniti – tra cui Alabama, Arkansas, Georgia, Louisiana, Mississippi, Carolina del Nord, Tennessee -, Montana, Wyoming e addirittura Distretto di Columbia. Una delle cause sono i minori investimenti sulla salute materna e infantile, che si verifica anche nelle aree più rurali: si parla di “deserti” di assistenza alla maternità, tra accesso nullo o limitato alle cure e scarsità di risorse e personale. Poco è stato fatto per ampliare i criteri di ammissibilità a Medicaid per le donne in gravidanza appartenenti ai gruppi meno abbienti e, negli ospedali, molti reparti di ostetricia sono stati chiusi. Gli Stati dove invece i tassi di mortalità materna sono più bassi sono California, Colorado, Delaware, Massachusetts, Minnesota e Utah.
Un dato interessante arriva dall’analisi del momento in cui avviene il decesso. Secondo Commonwealth Fund, nel 2020 solo l’11 per cento dei decessi si è verificato il giorno del parto, mentre la maggior parte (63 per cento) avviene entro il primo anno. Tra le cause principali ci sono emorragie gravi e malattie cardiovascolari, come ipertensione e cardiomiopatia peripartum (una forma di insufficienza cardiaca), ma anche sepsi. Anche in questo caso le disparità etniche sono significative: se si scende nel dettaglio, i dati ci dicono che le donne bianche muoiono di più a causa di emorragie gravi rispetto alle donne di colore, mentre queste ultime hanno più probabilità di morire per patologie cardiache ed embolie (oltre che, nel periodo pandemico, di Covid-19; malattia di cui hanno sofferto per lo più le donne ispaniche). La depressione, l’abuso di sostanze, il suicidio e la violenza domestica da parte del partner sono altre cause da non sottovalutare e aggiungere a un quadro già abbastanza doloroso.
La conclusione che si può trarre da questa analisi è che la maggior parte di queste morti sono prevenibili. I problemi principali risiedono dunque nella mancanza di copertura sanitaria delle donne nel periodo successivo al parto (che, come abbiamo visto, è cruciale), nonché nella mancata estensione di misure come Medicaid fino a un anno dopo la nascita, soprattutto nei gruppi sociali più vulnerabili per i quali i costi della sanità sono insostenibili. Non ci sono abbastanza standard di cura uniformi; mancano poi un’assistenza integrata alla famiglia e l’impegno a soddisfare bisogni sociali anche nelle comunità rurali o combattendo le disparità etniche. Inoltre, la salute mentale della madre è ancora un tema poco affrontato.
La salute riproduttiva e materna non è un concetto esterno e slegato da quello di salute della donna e dei neonati. Come scritto in un’opinione su Mayo Clinic Proceedings[2], una mortalità materna così alta negli Stati Uniti, una nazione del G7, è inaccettabile e riflette l’impatto del razzismo sistemico e delle disparità etniche e territoriali in un Paese che ha bisogno di fare i conti, per l’ennesima volta, con un sistema sanitario che lascia indietro troppe persone vulnerabili. E nell’era della corrente amministrazione, con tutti i tagli fatti alla sanità, non ci si aspetta un grande margine di miglioramento né un’inversione di tendenza. Gli Stati Uniti purtroppo dovranno tenere questo triste primato, se non vederlo aumentare.
[1] Chen Y, Shiels MS, Uribe-Leitz T, et al. Pregnancy-Related Deaths in the US, 2018-2022. JAMA Netw Open. 2025;8(4):e254325. doi:10.1001/jamanetworkopen.2025.4325
[2] Dilmaghani D, Nath KA, Garovic VD. Increasing Maternal Mortality in the United States: Looking Beneath and Beyond the Numbers. Mayo Clin Proc. 2024 Jun;99(6):873-877. doi: 10.1016/j.mayocp.2024.04.002. PMID: 38839188; PMCID: PMC11153863.



