USWNT: obbligo di vincere

La rappresentativa calcistica statunitense alle Olimpiadi è la grande favorita: basterà per diventare campioni?

Mancano ormai pochi giorni all'inizio delle Olimpiadi di Tokyo e fra i molti sport in cui le rappresentative statunitensi puntano ad ottenere una medaglia c'è n'è uno ben conosciuto in Italia ed in Europa in generale: parliamo del calcio, o come lo dicono gli americani, del soccer.

Alle Olimpiadi infatti ci sarà solamente la rappresentativa femminile di Team USA, che è sicuramente una delle candidate al titolo finale, se non la favorita, essendo vincitrice in carica ed avendo vinto, fra Olimpiadi e Mondiale, 3 titoli su 4 disponibili, accontentandosi soltanto dell’argento a Rio 2016, quando persero ai rigori nei quarti di finale contro la Svezia, poi finalista contro la vincente Germania. Niente da fare per la squadra maschile degli Stati Uniti, la cui ultima partecipazione ai Giochi Olimpici risale al 2008 a Pechino.

A differenza del torneo femminile, in cui le Olimpiadi sono viste come una delle maggiori se non la maggiore competizione, il torneo maschile di calcio delle Olimpiadi passa in secondo piano rispetto ad esempio al Campionato Mondiale, od addirittura rispetto alle competizioni continentali, come gli Europei o la Copa América, anche perché, a partire dal 1992, la competizione è riservata esclusivamente a giocatori under23 (con il torneo che avrà giocatori under24 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo a causa della posticipazione dei giochi), con la possibilità però di avere tre atleti fuori quota, ovvero con più di 23 anni, per dare una mano ai giovani calciatori. I giochi olimpici sono quindi il palcoscenico perfetto per coloro che potranno diventare futuri talenti delle loro nazionali e delle loro squadre di club.

Il torneo femminile è invece molto combattuto, non ha limiti di età e si preannuncia come uno dei tornei più belli di tutte le Olimpiadi. USWNT (United States Women National Team) è chiamata ad un’impresa, poiché con una vittoria ai giochi dei cinque cerchi, diventerebbe la prima Nazionale a vincere consecutivamente Mondiale ed Olimpiadi, dopo il titolo ottenuto in Francia nel 2019.


Le premesse sono molto buone. La formazione statunitense può contare su alcune delle calciatrici più forti al mondo, come Alex Morgan, attaccante classe ‘89, già vincitrice di una Olimpiade (2012) e di ben due Mondiali, 2015 e 2019, quando vinse anche il premio di miglior giocatrice del torneo e capocannoniere della competizione, Megan Rapinoe, giocatrice classe ‘85, e vincitrice oltre ai titoli di squadra anche del Pallone d’Oro femminile nel 2019.

USWNT arriva alle Olimpiadi con un’imbattibilità che dura da ben 42 partite e come n.1 nel ranking mondiale ed è quindi innegabilmente la squadra favorita per vincere il titolo, nonostante l’ottimo livello generale della kermesse. La prima partita del gruppo G sarà contro la Svezia, la stessa squadra che nel 2016 concluse anticipatamente il percorso della rappresentativa statunitense, ma che però nel corso degli ultimi anni è cambiata molto, e soprattutto ha perso coach Pia Sundhage, andata ad allenare il Brasile, ed una delle più grosse ragioni della vittoria della Svezia alle Olimpiadi 2016. Le altre due squadre del gruppo G sono Nuova Zelanda ed Australia, che non preoccupano particolarmente team USA; ma in una competizione internazionale come le Olimpiadi tutto può succedere, soprattutto quando si è considerati da chiunque la squadra favorita al titolo.