Una nuova minaccia per Leone XIV: i fedeli MAGA
Negli Stati Uniti il movimento trumpiano ha dato vita a un cattolicesimo che di universale ha ben poco. Prevost ha già preso le contromisure
A un anno dalla storica elezione di Robert Prevost al soglio pontificio, il cattolicesimo americano ha riacquistato interesse e vigore. Nei suoi primi mesi di lavoro papa Leone XIV ha iniziato a risanare la ferita tra Stati Uniti e Vaticano, ma c’è una nuova minaccia oltreoceano.
La più grande potenza al mondo è composta principalmente da cristiani protestanti, ma i 62 milioni di cattolici non sono affatto da trascurare. Questa fascia di popolazione ha premiato Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2024, con il 59 per cento di voti: i fedeli alla Chiesa di Roma sono attraversati dalla turbolenza MAGA.
I cattolici americani sono per la maggior parte contenti di vedere un loro compatriota ricoprire una delle cariche più importanti al mondo. Un terzo di loro sono latinoamericani, legati alla tradizione della religione e doppiamente felici per il fatto che Leone ha un lungo passato da missionario in Sud America. Gli elettori latinos si stanno spostando verso destra , spaventati dalle esagerazioni dei democratici e rassicurati da un partito che si prende cura dei loro valori. In realtà, il movimento MAGA ha puntato gli occhi sulla fede cattolica per trascinarla verso di sé. Alla Casa Bianca, è il vicepresidente JD Vance a guidare questa piccola riforma del cattolicesimo americano. Dopo che lo stesso GOP ha portato la questione religiosa nell’agone politico, ora sta tentando di creare una nuova narrazione. Il percorso è supportato in particolare da associazioni come Catholics for Catholics e Catholicvote. La prima ha come missione quella di “ispirare una nuova ondata di cattolicesimo e patriottismo in America”, così come la seconda si dichiara “una comunità di americani patriottici”. Insieme a personalità di spicco del mondo politico e religioso, organizzano eventi e supportano elezioni. Di recente, in una serata a Mar-A-Lago hanno radunato celebrità del mondo dello spettacolo, molte delle quali convertite di recente.
Il nucleo del cattolicesimo MAGA è proprio il patriottismo. Una visione religiosa legata a doppio filo con un discorso nazionalista in aspro contrasto proprio con il termine “cattolico”, che significa “universale”. Quella che fu la grande rivoluzione di un’apertura totale al mondo sembra spegnersi in questa nuova fede-ideologia di alcuni americani. L’ingerenza politica è chiara e mira a scardinare alcuni principi della Chiesa romana per adattarla ai valori identitari dei MAGA. La spinta è nata dallo scontro con papa Francesco e con le istituzioni considerate globaliste, deboli e allontanate dalla vera dottrina. Da quando è stato eletto papa Leone XIV, però, la presa di distanza dal Vaticano si è resa più complessa. Un pontefice americano e agostiniano è più difficile da attaccare e condannare come il predecessore, anche se Prevost è già stato tacciato di essere poco patriottico.
Il Papa si è scontrato a viso aperto con Trump per quanto riguarda le guerre in corso. Per il resto, Leone XIV sta adottando un’azione di più ampio respiro, costruita sulla certezza che tra un paio d’anni l’inquilino della Casa Bianca cambierà mentre lui sarà ancora lì. Le recenti nomine di vescovi negli Stati Uniti sono mirate a far sì che i pastori uniscano la loro voce in un unico grande grido contro il Presidente. Si tratta soprattutto di vescovi contrari alla linea dura sull’immigrazione: Michael Pham a San Diego, Ronald Hicks a New York e Manuel de Jésus Rodriguez a Palm Beach. Il Papa in persona si è impegnato affinché i vescovi statunitensi potessero trovare una strada unitaria che andasse oltre alla semplice opposizione all’aborto. Di recente, infatti, hanno approvato quasi all’unanimità un messaggio speciale per opporsi alla deportazione di massa indiscriminata. Leone XIV, dunque, lascia la diplomazia e gli scontri ai vescovi locali, cercando di fare breccia nei cuori dei cattolici americani in vista del futuro e del lungo pontificato che potrebbe attenderlo, vista la sua età relativamente giovane per un pontefice.
Trump sembra volersi concentrare su questo micro-elettorato, che avrà apprezzato anche gli attacchi al Papa e alla sensibilità cattolica. Dopo l’ultimo attentato contro di lui ha sottolineato più volte come l’aggressore fosse anticristiano, come per fomentare le paure del mondo MAGA. I cattolici più reazionari denunciano una deriva verso una società che non solo dimentica i valori della fede ma li mette in un angolo, riducendoli a minoranza silenziosa. Lo sconforto condiviso da tutti gli elettori trumpiani (più che repubblicani) si è diffuso anche tra i fedeli. Questa battaglia è condivisa anche dalle associazioni pro-life, che si battono in particolar modo per l’abolizione e la riduzione dell’aborto in America.
Gli ecclesiastici statunitensi sono stati incaricati da papa Leone XIV di compiere una missione ardua. Dovranno tenere unite le fila dei fedeli cattolici attaccati da più lati: da esponenti democratici che vogliono cancellare la fede, ma anche da personalità del mondo MAGA che vogliono modificare i valori della Chiesa per un tornaconto personale. Dovranno ricordare ai credenti che l’unica vera guida dei cattolici è il successore di Pietro, in questo momento storico anche loro compatriota. L’universalismo nato più di duemila anni fa non deve lasciare spazio a un cattolicesimo patriottico, che poco o nulla ha a che fare con il Vaticano e le centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo.



