Where are they now? La parabola degli sportivi trumpiani

Ovvero, cosa è successo alle figure del mondo dello sport che hanno supportato Trump alle elezioni presidenziali.

Ostracizzati, furtivi, spesso costretti a tornare sui loro passi. Per diverso tempo, perlomeno fino al 6 gennaio scorso, questo è stato il destino delle personalità del mondo dello sport che hanno dato il loro pieno appoggio all’ex presidente repubblicano degli Stati Uniti d’America, Donald Trump.

Questa lista, parziale ma comunque esemplificativa, contiene i nomi di alcuni dei più importanti personaggi sportivi dell’America di ieri e di oggi. Basket, wrestling, arti marziali miste, football: il piatto è molto ricco. Ma chi sono e che fine hanno fatto?

  1. Dennis Rodman

    Il leggendario giocatore dei Chicago Bulls si espose direttamente durante l’elezione del 2016. Famoso per i suoi recenti rapporti con Pyongyang , c’è una parte della sua vita recente di cui forse preferirebbe non parlare. Nel gennaio del 2018 fu arrestato per “Guida in stato di ebbrezza” e nel 2019 si è dichiarato colpevole di aver picchiato un uomo in un bar dello stato della Florida. Oltre al danno anche la beffa: nel 2020 ha espresso il suo supporto per la candidatura di Kanye West.

  2. Vince McMahon

    Il miliardario, magnate del wrestling, padre padrone della WWE diede il suo endorsement a Donald Trump nel 2016, anche per i storici rapporti con il partito Repubblicano della moglie, Linda McMahon, direttrice dell’Agenzia per le piccole imprese nell’amministrazione Trump ed ex candidata al Senato in Connecticut.

    Negli ultimi quattro anni Vince non ha fatto molto, e il suo stato fisico e mentale in degradazione gli ha impedito di esporsi al pubblico. Anche nei suoi stessi show di Raw e Smackdown ormai non fa altro che qualche sparuta comparsata.

  3. Mike Tyson

    Annuncia il suo supporto per The Don già nel 2015, chiaramente il suo ritrovato equilibrio personale non ha comportato una moderazione politica del campione. Tyson dal 2016 ad oggi ha pubblicato un libro e si è dato al wrestling, anche se non propriamente da lottatore, essendo una parte attiva del roster AEW.

  4. Tito Ortiz

    Sulla scia del trumpismo è forse l’unico che è riuscito a tramutare il suo vecchio endorsement all’ex presidente USA in una carriera politica vera e propria. E’ stato infatti eletto al consiglio comunale di Huntington Beach per poi essere selezionato successivamente come sindaco del comune californiano. Seguendo le orme del suo padre spirituale ha scelto come slogan per la sua campagna elettorale “Make Huntington Beach Safe Again”.

  1. Tom Brady

    Ultimo, ma non per importanza. Il più forte quarteback della storia, uomo dei miracoli e dei record che è riuscito a vincere un Super Bowl a 43 anni. Storicamente repubblicano, Brady venne invitato allo State of the Union Address del 2004 durante la presidenza Bush.

    In realtà la sua figura è stata cooptata da Donald Trump, a cui non ha mai dato esplicitamente alcun tipo di supporto. Trump citò una sua telefonata, durante uno dei suoi raduni, in cui, a quanto pare, Brady stesso aveva detto “Sono tuo amico, ho votato per te”. La telefonata fu poi smentita dalla moglie di Brady, interpellata dai giornalisti. Interessante però notare come non sia mai stata smentita da Brady stesso.