Non più minoranza: gli armeni d'America

Sono sfuggiti a un genocidio e hanno trovato un'America accogliente che semplicemente non esiste più. Ora, il riconoscimento degli armeni-americani come minoranza etnica è quasi scomparso.

People hold "Thank You President Biden" signs as they protest outside of the Turkish Consulate on the anniversary of the Armenian genocide in a demonstration organized by the Armenian Youth Federation (AYF) in Beverly Hills, California. Foto: AFP.

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Una delle innumerevoli migrazioni che ha segnato maggiormente la composizione etnica degli Stati Uniti è quella della popolazione armena, avvenuta nei primi decenni del Novecento. Fuggiti dalla furia genocida dell’Impero Ottomano, gli armeni si integrarono rapidamente nel tessuto sociale statunitense, grazie soprattutto a un’insolita accoglienza da parte degli americani.

All’epoca, gli episodi di razzismo e di discriminazione nei confronti degli immigrati erano all’ordine nel giorno negli USA. A fare le spese di questa diffidenza verso lo straniero furono gli irlandesi, così come gli italiani, ma anche i tedeschi e gli ebrei. Una comunità che tuttavia si vide spalancate le porte della società americana fu quella armena, accolta da un forte sentimento umanitario scaturito dall’orrore che aveva suscitato il genocidio commesso dai turchi.

La diaspora armena negli Stati Uniti cominciò intorno al 1895 e proseguì gradualmente fino agli inizi degli anni Trenta, quando gli immigrati armeni registrati ammontavano esattamente a 81.729. Non esistono dati certi sulla popolazione armeno-americana, ma secondo alcune stime il numero di cittadini statunitensi che sostengono di avere origini armene si aggirerebbe intorno alle 500.000 unità, secondo un’indagine datata 2017 dell’American Community Survey. Questa proiezione è stata comunque criticata da diverse organizzazioni, che invece parlano di almeno 1 milione e mezzo se non addirittura 2 milioni di persone.

Per riflettere attentamente sui cambiamenti all’interno di quella che ormai non viene più neppure considerata una vera e propria minoranza etnica all’interno dello sfaccettato melting-pot americano, abbiamo incontrato Andrew Malkasian, storico armeno-americano e professore di storia degli Stati Uniti nella scuola pubblica in Pennsylvania. Ecco cosa ci ha detto.


Chi sono gli armeno-americani e in quali e quante ondate migratorie hanno raggiunto gli Stati Uniti?

In breve, gli armeno-americani sono persone normali che vivono la vita di tutti i giorni. Siamo insegnanti, dipendenti pubblici, medici, avvocati, politici e molto altro ancora. Mentre gli armeno-americani sono solo un filo nel più grande tessuto americano, noi siamo un popolo orgoglioso che si sforza di mantenere profondi legami con l'Armenia attraverso la famiglia, il cibo e le tradizioni religiose. Pur essendo una piccola comunità in termini di numero, gli armeni hanno dato grandi contributi all'esperienza americana negli ultimi 100 anni.

Una gran parte degli armeni è immigrata negli Stati Uniti prima e durante la prima guerra mondiale. Penso che questo abbia a che fare con il lavoro della Croce Rossa Americana, del Near East Relief, dell'ambasciatore Henry Morgenthau e della miriade di giornalisti che hanno raccontato la violenza nell'Impero Ottomano dalla fine del Diciannovesimo secolo fino agli anni Venti del Novecento.

Non sono a conoscenza del numero esatto di armeni che immigrarono negli Stati Uniti dopo la caduta degli Ottomani e l'espansione dell'Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale, ma la mia ipotesi è che l'immigrazione armena in America fu consistente per gran parte del ventesimo secolo per varie ragioni.

In quali aree degli Stati Uniti sono più presenti e perché?

La mia famiglia armena è immigrata nel Rhode Island negli anni Venti del Ventesimo secolo. In generale, credo che la scelta del posto sia avvenuta in base a dove sapevano che sarebbero stati accolti.

So da una ricerca precedente che in molte aree degli Stati Uniti sono stati creati punti di soccorso per gli armeni e di conseguenza li hanno accolti per reinsediarsi nelle città della costa orientale del Paese. Pertanto, il New England e gli stati del Mid-Atlantic (il nord-est degli Stati Uniti) rimangono ancora oggi grandi centri della popolazione armena-americana.

Tuttavia, Los Angeles, e la California nel suo insieme, è la patria di molte famiglie armene. Quando ho vissuto lì, ho incontrato famiglie che erano immigrate in California negli anni Venti, ma anche famiglie che erano immigrate dopo la caduta dell'Unione Sovietica negli anni Novanta.

La comunità armena in California è numerosa e incredibilmente solida. La mia esperienza lì mi ha condotto a un'introspezione personale che mi ha dato la giusta motivazione per ripercorrere la mia storia familiare e conoscere meglio la cultura e le tradizioni armene. 

Come si posizionano politicamente gli armeno-americani? Sono pro-Trump o è un gruppo elettorale diviso?

Gli armeni, come altri gruppi etnici degli USA, non sono certo un monolite. E nella recente storia americana, la tendenza politica di una persona è spesso definita dal suo consumo dei media piuttosto che dalla sua famiglia, dalla religione, dalle influenze regionali o dalle riflessioni personali che vengono fatte.

Così, come la maggior parte delle cose negli Stati Uniti, gli armeno-americani sono ampiamente divisi sulle questioni che animano la politica americana di questi tempi. Potrei certamente fare grandi supposizioni su dove vivono gli armeni e su come queste località hanno votato nel 2016 e nel 2020, ma il nostro sistema elettorale winner-take-all non è molto esplicativo sulle diverse sfumature [politiche] di tutto il Paese.

Cosa ha significato per gli armeni americani il riconoscimento del genocidio armeno da parte del presidente degli Stati Uniti Joe Biden?

Personalmente, il riconoscimento da parte del Presidente è la conferma che la mia famiglia non è fuggita da massacri casuali o dalla piaga della guerra, ma piuttosto da uno sforzo sistematico e coordinato per sradicare gli armeni dal pianeta. 

Spero che questo porti al riconoscimento di altre atrocità che hanno afflitto e continuano ad affliggere il mondo indipendentemente dalle ricadute politiche. O sosteniamo la verità o non la sosteniamo e basta.

Quanto crede che la cultura pop e le star come Kim Kardashian abbiano influenzato la percezione degli armeni americani negli Stati Uniti?

In precedenza, avrei detto che i Kardashian hanno danneggiato la percezione degli armeno-americani, ma adesso penso che sarebbe stata una prospettiva miope ed egoista. 

Anche se il loro show televisivo e la loro influenza non sono rivolti alla mia fascia demografica, hanno sfruttato la loro piattaforma per informare milioni di americani del genocidio e della continua aggressione di cui sono vittima gli armeni ancora oggi. Per quello che vale, questo deve significare qualcosa.

Gli armeno-americani sono ancora un gruppo etnico distinto o è stato dato loro pieno accesso alla cosiddetta “whiteness” americana, come sta gradualmente accadendo per gli ispanici?

Gli armeno-americani hanno certamente dovuto affrontare una minima parte di ostilità etnica, ma fino a che punto questo rimanga parte della loro vita normale oggi non lo so. Nella maggior parte dei casi, per quanto riguarda le mie esperienze personali, molte delle persone che mi chiedono dell'etnia del mio cognome non conoscono l'armeno, gli armeno-americani o il genocidio. 

Se incontro qualcuno che conosce le origini del mio cognome, spesso è perché magari si tratta di una persona che è cresciuta con un amico o un vicino che era armeno. Penso che gli armeno-americani non siano del tutto conosciuti dalla maggioranza della popolazione, ma può anche essere una questione di distanza geografica.

Andrew Malkasian è professore nella scuola pubblica in Pennsylvania, dove insegna storia degli Stati Uniti. È attivamente impegnato nello studio della giovane repubblica americana, della pedagogia critica e del genocidio armeno. Vive con la moglie e i suoi due figli a Philadelphia.


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