
Il colore rosa domina incontrastato il profilo Instagram di Angie Nixon, 42 anni, ex sindacalista, candidata dem per la Florida nelle elezioni di Midterm di novembre. Una scelta, quella di affidare a un colore (per giunta estraneo alla classica palette rossa e blu che da sempre identifica l’appartenenza politica negli Stati Uniti) la propria identità pubblica, che sembra essere stata premiata proprio dal punto di vista comunicativo.
Impossibile, infatti, dimenticare i toni del rosa, che appaiono come pennellate, macchie coerenti non solo sui suoi social ma anche nell’ abbigliamento. “Mom. Organizer” recita la sua bio su Instagram: poche parole, semplici, che rimettono al centro l’idea di vicinanza alla popolazione che lavora, a quella working class a cui James Talarico, 37 anni, altro candidato dem (questa volta per il Texas, sorvegliato speciale) tende la mano in modo cordiale ma deciso. Talarico ha una comunicazione decisamente più tradizionale che maneggia con disinvoltura i simboli del Lone Star State, a partire dal cappello e dall’abbigliamento da gentiluomo del Sud, tutto giacche blu, jeans, e il sorriso da bravo ragazzo della porta accanto dal sapore kennediano. Se il suo aspetto convince madri e padri, questa comunicazione arriva direttame ai giovani (soprattutto ispanici), grazie all’uso accorto di reels e video TikTok, e ai messaggi tutti incentrati sul recupero di un’etica politica e sociale e sul superamento della dicotomia tra sinistra e destra, per concentrarsi piuttosto sul vero cuore del problema, ossia il top/bottom che divide il Paese. Oltre due milioni di followers su Instagram e un feed che si ispira al tradizionale blu, declinato in varie forme (persino quelle di una vetrata di una chiesa) e, da buon ex insegnante e seminarista presbiteriano, impegnato a portare più giovani possibili dalla sua parte.
Un altro blu domina incontrastato il feed Instagram di Jon Ossoff, “dad, husband, U.S. Senator from Georgia” (come recita la sua bio): una sfumatura più classica, tipica del Partito Democratico, che si alterna a tonalità desaturate e a un blu notte, che evoca un senso di autorevolezza. Ossof, politico e giornalista, punta tutto sull’urgenza di comunicare, con grafiche social che richiamano le breaking news, e una strategia che usa in prevalenza il formato video, con inquadrature focalizzate su sé stesso (in primo piano o mezzo busto). Anche i toni appaiono diversi da quelli di Talarico e di altri candidati dem: titoli in evidenza, linguaggio diretto e accusatorio, con uso di termini come “unfit”, “crook”, “bigot”. Se urgenza, autorevolezza e una comunicazione focalizzata caratterizzano lo stile di Ossoff, il suo sfidante Mike Collins si affida ai simboli territoriali, al colore rosso, ai richiami tipici dell’estetica dell’ala conservatrice (cappello da baseball, abbigliamento casual) e a un elettorato ben radicato nella comunità. Darline Graham, classe 1964, apertamente voluta e appoggiata dal Donald Trump e subentrata al fratello Lindsey (scomparso l’11 luglio del 2026), costruisce la sua strada politica social attraverso gli elementi classici dell’istituzionalità americana: abiti formali, sguardi diretti e visite sul campo, a testimonianza della sua vicinanza all’economia reale del Paese, oltre all’endorsement da parte della National Rifle Association.
Tutta la narrativa dei repubblicani in queste midterm si fonda sulla protezione e sul recupero dei simboli, dell’identità e del territorio statunitensi. L’idea alla base è che ci sia una minaccia interna, radicale e fuori controllo, e che per sconfiggerla occorra recuperare i temi e i bisogni necessari del Paese: sicurezza nazionale, controllo della criminalità, rafforzamento delle frontiere.
Al contrario, i democratici (seppur discontinui e divisi) fanno leva su una comunicazione rivolta ai più giovani e in generale ai fruitori dei social: TikTok e Instagram sembrano i palcoscenici ideali per fornire un’immagine nuova e contrapposta alla retorica e al simbolismo GOP. E per evidenziare le falle dell’amministrazione attuale: dall’economia interna, fino alle difficoltà finanziarie dei lavoratori e alle decisioni di politica estera. L’obiettivo, però, è più complesso: non solo abbracciare (e cavalcare) il malcontento degli elettori, ma provare a riconquistare (o conquistare) giovani, minoranze e comunità ispaniche.


