Il 30 maggio 2026, in uno studio televisivo di Denver, il candidato che guida i sondaggi delle primarie repubblicane per la carica di Governatore del Colorado spiega al conduttore di 9News Kyle Clark che il numero di donne e bambini salvati dal suo ministero non può essere reso pubblico per ragioni di sicurezza. Il sito della campagna, fino a poche settimane prima, indicava 45.000 persone salvate dalla prigionia. Clark insiste, e il candidato concede che il totale è più di uno e meno di un mucchio. Nella stessa mezz’ora, l’uomo che vuole governare uno Stato di sei milioni di abitanti conferma di praticare centinaia di preghiere di liberazione da oppressioni demoniache, anche per telefono, e di non avere intenzione di smettere una volta eletto.
Poi arriva la domanda che nessun aspirante Governatore si è mai sentito rivolgere in diretta: se l’uomo che dice di aver contribuito a uccidere a sette anni sia stato l’unico. Victor Marx, il candidato, tace per oltre dieci secondi, guarda verso l’alto e risponde che da bambino sì, senza dubbio, e che in altri Paesi possono essere morte altre persone di cui non tiene il conto. Alla richiesta di un numero replica chiedendo se la cosa abbia importanza. Un mese dopo, il 30 giugno, gli elettori delle primarie repubblicane lo scelgono come candidato Governatore e il 9 luglio l’Associated Press certifica una vittoria arrivata per soli 2.466 voti dopo nove giorni di scrutinio.
Victor Marx è nato il 5 luglio 1965 a Lafayette, Louisiana, e la sua infanzia, così come la racconta, è il materiale su cui poggia tutto il resto. Dice di aver vissuto in 17 case e frequentato 14 scuole mentre la madre attraversava sei matrimoni, di essere stato chiuso in una cella frigorifera a cinque anni e costretto a tre da un patrigno a decapitare un gatto durante un rito voodoo. L’episodio che lo ha reso celebre nei circuiti evangelici risale ai sette anni, quando un altro patrigno lo avrebbe portato di notte in una casa di Mendenhall, Mississippi, costringendolo a partecipare all’uccisione di un uomo poi sepolto sotto le assi del pavimento. Dice di averlo denunciato anni dopo allo sceriffo e all’FBI, ma l’ufficio dello sceriffo della contea di Simpson ha dichiarato di non avere alcun fascicolo e nessun documento attesta il contatto con le autorità. Si chiama Marx per scelta.
È nato Vaughn Victor Kennedy, con il cognome di uno dei mariti della madre, e ha adottato quello del padre biologico, un uomo di nome Karl Marx che secondo il figlio era uno spacciatore e un pappone che lo avrebbe ricontattato nel 1986, quando Victor era nei Marines. Da allora, un uomo che fa campagna contro tutto ciò che il suo elettorato associa alla parola socialismo si presenta agli elettori con il nome del padre del socialismo scientifico, ed è questo ad aver trasformato la sua candidatura in materiale da meme ben prima che le sue affermazioni finissero sotto esame. Karl Marx padre aveva inventato un’arte marziale cajun, il Keichu-do, in cui il figlio vanta una cintura nera settimo dan, e da lì discende il record mondiale di disarmo di una pistola puntata alla testa che Marx rivendica da anni: 0,28 secondi sulla pagina ufficiale del record, 0,08 nei titoli dei suoi video, 0,4 in un podcast del 2025. Lo stesso fatto esiste in più versioni, ciascuna adatta al pubblico del momento, e nessuna ancorata a un documento.
Il ministero che Marx ha fondato con la moglie Eileen, All Things Possible Ministries di Colorado Springs, si presenta come un’organizzazione umanitaria “ad alto rischio” che compie missioni all’estero e assiste vittime di tratta. Davanti a Clark, Marx ha attribuito la cifra dei 45.000 salvati a un contractor esterno che avrebbe costruito il sito e la campagna ha poi sostituito “salvati” con “serviti” senza indicare un numero. Ha raccontato di aver contribuito a un attacco aereo americano che avrebbe ucciso 70 combattenti dell’ISIS, e quando Clark gli ha fatto notare che nei tre anni da Marine non era mai stato dispiegato in combattimento e gli ha chiesto come un civile possa facilitare un raid militare, non ha risposto.
Ha dichiarato oltre 130 missioni in 30 Paesi, poi in un’intervista di giugno ha negato di averlo mai detto. In un episodio del 2023 del podcast di Alex Clark ha spiegato che il suo cane individua le presenze demoniache e che grazie a lui, a bordo piscina, ha liberato una donna da cinque demoni che le erano stati assegnati, una storia confermata nell’agosto 2026 davanti a Piers Morgan. Nel luglio 2025 si è definito un esorcista riluttante, capace di capire in cinque o dieci minuti se una persona abbia incarichi demoniaci contro di sé. Al dibattito del 2 giugno, alla domanda su come gli elettori possano stabilire se la sua biografia sia vera, ha indicato il cane di servizio presente sul palco, che a suo dire era stata in Siria e in Iraq, e il moderatore gli ha ricordato che il cane non è candidato a Governatore. Quando il moderatore di un altro dibattito, il 26 maggio, gli aveva inviato un elenco di affermazioni da documentare, Marx aveva definito l’incontro un’imboscata e aveva tenuto una manifestazione parallela. L’editorialista del Colorado Sun Mike Littwin, dopo l’intervista con Clark, ha previsto che gli elettori repubblicani avrebbero dato ragione a Marx, perché per quella base un giornalista che incalza un candidato è una prova a favore del candidato. Un mese dopo aveva ragione.
Fino al settembre 2025 Marx non compariva nel radar politico del Colorado. Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA, è stato ucciso il 10 settembre 2025 e Marx ha annunciato la candidatura il 1° ottobre, definendo Kirk un amico e scrivendo su Facebook, dove ha oltre due milioni di follower, che Kirk gli aveva chiesto di fargli da mentore. Nessuna dichiarazione pubblica di Kirk in vita lo conferma, ma la rete di Turning Point ha funzionato e la campagna ha raccolto quasi tre milioni di dollari, più dei due avversari messi insieme.
La vittoria si spiega però con il modo in cui il Colorado sceglie i candidati. Il 3 novembre 2026 lo Stato elegge il successore di Jared Polis, Governatore democratico dal 2019 arrivato al limite dei due mandati. Poco più del 50 per cento degli iscritti alle liste non è affiliato ad alcun partito e dal 2018, grazie alla Proposition 108, questi 2,2 milioni di elettori ricevono per posta entrambe le schede delle primarie e possono restituirne una. Il 30 giugno 2026 i non affiliati hanno rappresentato per la prima volta circa il 40 per cento delle schede e più di due terzi di loro hanno scelto quella democratica, dove il Procuratore Generale Phil Weiser ha battuto il Senatore federale in carica Michael Bennet con 505.459 voti contro 383.138. La primaria repubblicana è diventata una gara fra minoranze dentro una minoranza: Marx 208.458 voti, la Senatrice statale Barbara Kirkmeyer 205.992, il Deputato statale Scott Bottoms 108.535, per un totale di 522.985 schede contro le 888.597 del campo democratico. Chi resta a votare la scheda repubblicana è la parte più militante della base, e quella base ha preferito il predicatore alla Senatrice.
La parte con più documenti e meno ironia riguarda il denaro. In Colorado un privato può versare al massimo 1.450 dollari a un candidato Governatore: la campagna di Marx, secondo la memoria depositata il 31 agosto 2026 dalla Divisione Elezioni del Segretario di Stato, ha accettato almeno 204 contributi oltre il limite, per un eccesso di 83.560 dollari, e ha continuato per mesi dopo essere stata avvertita. Nel documento si legge che la campagna ha ammesso i contributi contestati e persino altri mai dichiarati. Lo Stato chiede 51.427 dollari, la sanzione più alta della sua storia recente. Quando 9News ha chiesto conto di questi numeri, Marx ha paragonato le domande allo stalking e ha definito Clark una persona trans psicopatica, in un video che non contiene una sola cifra. Un secondo fascicolo riguarda il negozio di merchandising che il 31 luglio 2026 Marx presentava ai donatori come un modo per contribuire senza le fastidiose restrizioni della legge, con pacchetti da 1.299 dollari che includevano una videochiamata privata con il futuro governatore, gestito da una società del Wyoming di proprietà di Marx e chiuso dopo aver generato quasi 200.000 dollari. Kirkmeyer e Bottoms non lo sostengono e lo definiscono truffatore e imbroglione: l’ex Deputato repubblicano Greg Lopez corre da indipendente e ha già dibattuto con Weiser il 27 agosto, mentre Marx ha rifiutato ogni dibattito e ha accettato un solo forum, l’8 ottobre a Denver.
L’ultimo repubblicano eletto governatore del Colorado è stato Bill Owens nel 2002. I democratici hanno vinto ogni corsa statale dal 2016 e al 1 settembre 2026 Decision Desk HQ assegnava a Weiser il 91 per cento di probabilità di vittoria. Il caso Marx non riguarda l’esito. Riguarda il meccanismo che lo ha prodotto: un partito che ha perso per strada i propri elettori moderati, che oggi votano da non affiliati e scelgono la scheda democratica anche alle primarie, e si è ritrovato con una base ristretta che seleziona i candidati sulla forza del racconto personale anziché sul curriculum. In quella base la biografia di Marx ha funzionato come funziona nei circuiti evangelici da vent’anni: il trauma che nessuno può verificare è una prova di autenticità, il rifiuto di rispondere ai giornalisti una prova di coraggio e la mancanza di documenti una prova che i documenti non servono. Fuori da quella base la stessa biografia si è sgretolata nell’ordine in cui è stata toccata, prima dallo sceriffo di Simpson County, poi da un conduttore televisivo, poi dai contabili del Segretario di Stato e infine dai due avversari di partito. Il 3 novembre il Colorado dirà se una biografia può sostituire un partito, e i numeri delle primarie, con 2.466 voti di scarto e 366.000 schede in meno rispetto al campo avversario, hanno già dato una prima risposta.




