
Matt ha quasi trent’anni, lavora come tecnico della manutenzione nel campus della Colorado State University e, per far fronte al carovita della seconda era Trump, ha dovuto cercare un secondo impiego part-time e un coinquilino con cui dividere le spese.
«Non ci posso credere. È aumentato tutto», lamenta Matt ai microfoni di Jefferson di fianco a una pompa della stazione di servizio Exxon dove ha appena fatto rifornimento, nella rurale e repubblicana contea di Weld.
Per andare a lavorare, Matt trascorre un’ora e mezza andata e ritorno ogni giorno al volante del suo pickup Chevrolet Silverado: alla settimana, sono 140 dollari di benzina (circa 125 euro). «È colpa della guerra [in Iran, ndr]», ragiona Matt. «Dovremmo smetterla di finanziare tutti gli altri e iniziare a prenderci cura di noi stessi».
Pur articolando una posizione all’apparenza risoluta, Matt riferisce di non essere iscritto alle liste elettorali e di non aver mai votato nella sua vita. È possibile che coglierà l’occasione delle elezioni di metà mandato; rispetto al tema del carovita, però, Matt dice di non sapere ancora da che parte dello spettro politico orientarsi.
Qualche giorno prima della chiacchierata con Matt, una mattina di inizio settembre, chi scrive era rimasta scioccata dalle cifre comparse sulla pompa da cui aveva riempito tre quarti di serbatoio della sua macchina, una Mini Cooper del 2021: 37 dollari per 9,25 galloni di benzina normale (regular), una cifra irrisoria per l’Italia (poco più di un euro al litro), ma la più alta mai sostenuta per rifornire il veicolo nei cinque anni dall’acquisto.
Tornata a casa, la corrispondente ha ripescato gli scontrini e fatto i conti: nei 18 mesi dalla primavera del 2025, all’inizio della seconda presidenza di Donald Trump, il costo della benzina per la sua macchina di piccola cilindrata è aumentato del 49,8 per cento. Nell’autunno del 2026, alla corrispondente servono 11 euro in più per un pieno di carburante. Il suo reddito da lavoratrice autonoma, nel frattempo, è rimasto invariato.
Il costo della vita (affordability) deciderà le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Con l’inflazione al 3,7 per cento e la crescita dei salari ferma al 3 per cento, l’84 per cento dell’elettorato ha affermato che l’economia è un tema “molto importante” in un recente sondaggio di Pew. Quasi due terzi degli elettori ritengono Donald Trump responsabile del carovita: tra loro, chi nel 2024 aveva votato repubblicano attratto dalla promessa che il costo della vita sarebbe invece diminuito, alle elezioni di metà mandato si sposterà verso il Partito Democratico oppure, più probabilmente, si asterrà dal voto.
Come Matt, però, non tutti gli statunitensi che lamentano il crescente costo della vita hanno tradotto il discontento per l’economia in una chiara preferenza per il Partito Democratico alle midterms. Lo zoccolo duro MAGA, in particolare, tende a rimanere saldo nel sostegno al presidente, giustificando il carovita in nome di una “necessaria” guerra in Iran che non nega, ma conferma l’interesse di Trump per il bene della nazione.
«Il prezzo della benzina è il prezzo che dobbiamo pagare per indebolire l’Iran», afferma Rick, un pensionato repubblicano di 70 anni, al termine di un’intervista del Colorado Sun ai candidati dell’ottavo distretto congressuale del Colorado, che è in bilico e può decidere l’equilibrio della Camera dei rappresentanti. «È temporaneo. I prezzi non erano alti anche sotto Biden?».
La pensa così anche Jann, 82 anni, mentre appostato sul ciglio della strada sventola una bandiera di Trump-Vance in opposizione pacifica alla manifestazione No Kings nella cittadina di Longmont. «Trump guarda anni in avanti nel futuro a ciò che è meglio non solo per l’America, ma anche per il mondo intero». Gli fa eco Teresa, elettrice repubblicana di 58 anni: «L’economia sale e scende indipendentemente da chi è al governo». Più netto Lynn, 74 anni, pilota dell’aeronautica in pensione: «Preferiresti pagare dieci dollari al gallone o che cadesse una bomba nucleare nel tuo giardino?».
Qualche minuto dopo Matt, alla Exxon di Weld County fa rifornimento anche Anthony, un operaio di 27 anni.
«È uno schifo», commenta Anthony. «Cinque dollari al gallone è una follia». Quando gli viene chiesto se il carovita influenzerà le sue decisioni al seggio, però, Anthony risponde che la sua preferenza per il Partito Repubblicano di Donald Trump è immutata.
«Tutti daranno la colpa a Trump», dice Anthony. «Ma lui è arrivato per mettere a posto le cose: io non so se dobbiamo essere in guerra, però sicuramente dobbiamo aiutare i nostri alleati».
Poi, a una domanda sulla mancata promessa di abbassare il costo della vita: «Trump ha un sacco di cose a cui pensare. È andato tutto bene durante il suo primo mandato, e anche adesso non sta deludendo», risponde. «Nessuno è perfetto. Non è che uno dice “Faccio questa cosa” e immediatamente accade».



