Flash #97: le proposte democratiche per vincere in Texas
James Talarico e Jasmine Crockett si affrontano alle primarie per il Senato per sottrarre il seggio ai repubblicani dopo oltre trent'anni: ecco le loro idee emerse nel dibattito del 24 gennaio
Negli Stati Uniti è sempre periodo elettorale. Lasciate alle spalle le sfide di novembre in New Jersey, Virginia e New York, nel weekend ci si è iniziati a focalizzare sulle elezioni di midterm, che vedranno coinvolti tutti i seggi della Camera e un terzo di quelli del Senato. In Texas c’è stato il primo (e forse unico) dibattito tra due candidati democratici al Senato. Il vincitore della sfida affronterà John Cornyn nel tentativo – che negli ultimi anni da possibilità si è trasformato in utopia per i democratici – di vincere un’elezione statale in Texas: un successo che manca dal 1994.
A sfidarsi, due personaggi della nuova generazione democratica. Da un lato Jasmine Crockett, ex avvocata per i diritti civili, afroamericana, deputata dal 2023, con uno stile focoso e votato spesso all’insulto. Di Marjorie Taylor Greene una volta ha detto che “ha i capelli biondo candeggina e un corpo da macellaio” e ha ammesso durante il dibattito che fa “le cose che i consulenti politici ti consigliano di non fare”. Dall’altro James Talarico, ex insegnante di scuole medie, bianco, cristiano e progressista, deputato statale salito agli onori delle cronache quando i democratici abbandonarono l’aula e volarono a Chicago per evitare che i repubblicani avessero il numero legale per ridisegnare i collegi elettorali (come sarebbero riusciti comunque a fare). Da religioso, ha fatto battaglia contro l’esposizione dei dieci comandamenti nelle scuole, definita “una legge di idolatria ed esclusione” e ha affermato di aver combattuto contro “i miliardari che stanno cercando di distruggere l’educazione pubblica in Texas”.
Il dibattito (come ogni scontro tra due esponenti dello stesso partito) vedeva più punti in comune che contrari: lo stesso Talarico ha affermato che “i media vogliono dipingerci come avversari, ma abbiamo lo stesso obiettivo: battere Trump a novembre”. Il momento che forse ha avuto più ricadute a livello nazionale è stato quando ai due è stato chiesto di parlare di ciò che stava avvenendo in Minnesota, con gli agenti dell’Ice che quella mattina stessa avevano freddato Alex Pretti. Talarico ha detto apertamente che bisogna “togliere i fondi per reindirizzarli alle comunità e smascherare gli abusi”, anche perché Trump li ha resi “la quinta forza armata più finanziata al mondo, con il risultato di uccidere cittadini in mezzo alla strada”. Crockett è stata invece più cauta, ma nonostante questo il senatore Cornyn, che sfiderà a novembre il vincente della primaria, ha subito affermato che le politiche dei due candidati sono radicali. Il Texas, infatti, è uno stato di frontiera: condivide più di mille chilometri di confine col Messico e le posizioni sull’immigrazione saranno molto scrutinate.
Per quanto riguarda i punti deboli dei candidati, Crockett ha difficoltà a parlare alla comunità latina: tempo fa, parlando dei latino-americani favorevoli alle strette sull’immigrazione, li aveva chiamati “persone con la mentalità da schiavi”. Si è scusata, ma Talarico, che ha anche fatto una comparsata con la star della musica tejana Bobby Pulido, è in vantaggio con i latini. Di contro, Crockett comanda tra gli afroamericani. Per Talarico, uno dei punti deboli che gli viene da sempre contestato è l’aver accettato denaro durante le sue precedenti campagne dal PAC Texas Sands, legato alla miliardaria repubblicana Miriam Adelson. In quel periodo, Adelson finanziava tutti i candidati politici che si dichiaravano favorevoli alla legalizzazione del gioco d’azzardo nello Stato: durante il dibattito, Talarico ha affermato di aver accettato il finanziamento perché d’accordo con la proposta. Per uno che fa dell’attacco ai miliardari parte della sua proposta politica, una difesa un po’ debole.
Per avere dei sondaggi affidabili servirà ancora tempo: intanto è interessante notare come quella che i democratici portano avanti sia una proposta politica forte e senza paura di definirsi progressista, nel tentativo di tornare a vincere, trentadue anni dopo, nel Lone Star State.



