Flash #114: Make Algae Great Again
La piscina "riflettente" di Washington da lui restaurata contro il parere degli esperti continua a riempirsi di verde indesiderato. E la cosa sui social prende una piega tragicomica
Abraham Lincoln è là, seduto sul grande trono di marmo che guarda centinaia di persone camminare ogni giorno dell’anno. Negli ultimi giorni avrà anche visto il suo successore alla guida del GOP, Donald Trump, arrabbiarsi con chi ha danneggiato la Reflecting Pool.
Si tratta di una vasca lunga più di seicento metri e larga cinquanta, contenente più di venticinque milioni di litri d’acqua. È stata costruita dall’architetto Henry Bacon insieme al Lincoln Memorial e inaugurata nel 1922. Negli ultimi giorni si è tornato a parlarne per colpa di vecchi problemi. Dopo varie ristrutturazioni il Presidente aveva deciso di rinnovarla e renderla ancora più bella in vista del 4 luglio, quando gli americani festeggeranno il loro 250° anno dalla dichiarazione di indipendenza. Per questi lavori sono stati stanziati 14 milioni di dollari, ma quello che ha fatto discutere sono state le modalità di assegnazione dell’incarico, senza alcuna gara d’appalto e con l’elusione delle normali procedure per lo svolgimento di opere simili. Il New York Times, ad esempio, riferisce di un contratto da 1,7 milioni di dollari per l’assegnazione dei lavori a un’azienda guidata da John Cafaro. L’uomo d’affari vive in Ohio e da tempo finanzia le campagne di Trump, ma nel suo passato ci sono condanne giudiziarie.
Trump aveva annunciato con particolare fierezza la tinteggiatura del fondo della vasca con il blu della bandiera americana Old Glory Blue e la definitiva purificazione dalle alghe. In men che non si dica, entrambi gli aspetti hanno dato filo da torcere al tycoon. Pezzi di colore del fondale sono venuti a galla, dove si trovava acqua verdastra invasa proprio dalle alghe. Con un messaggio postato su Truth Social l’inquilino della Casa Bianca ha dato la colpa ad atti vandalici, prima di domandarsi: “Chi mai potrebbe fare una cosa del genere?”. Sempre secondo lui, “gente malata e squilibrata”. Nella pratica queste parole si sono tradotte con quattordici denunce alla polizia per vandalismo e ben cinque arresti. Il procuratore generale del District of Columbia, Jeanine Pirro, ha già annunciato che chi verrà sorpreso a danneggiare la piscina verrà perseguito penalmente. Ha fatto clamore la notizia dell’arresto di David Hearn, ex atleta olimpionico di canoa. Il sessantenne era in giro con la bicicletta quando ha deciso di fermarsi per vedere le operazioni in corso. Ha notato un pezzo di intonaco staccato che galleggiava in superficie e ha deciso di chinarsi per prenderlo. Senza che se ne accorgesse, alcuni poliziotti si sono avvicinati a lui e lo hanno ammanettato. L’uomo ha detto di non aver rovinato nulla e che il frammento in questione fosse già danneggiato. In attesa di comparire davanti alla Corte Superiore della capitale il 9 luglio, sui social molti concittadini si sono indignati per l’ingiusto trattamento.
Sempre su Truth, Trump ha impiegato molte parole per spiegare l’accaduto. Sostiene che con un coltello o una lama i vandali hanno fatto uno squarcio di più di settanta metri e che hanno versato sostanze dannose nell’acqua. Per risolvere il tutto, afferma, la piscina dovrà essere svuotata. In breve tempo conta di poter ristabilire il gioiellino che riflette l’immagine di due monumenti sacri della storia americana come la statua di Lincoln e il Washington Monument.
I soliti problemi di manutenzione della Reflecting Pool hanno colpito duramente anche Trump. In seguito alla notizia si è scatenata una forte campagna ironica sul tema. È virale lo slogan Make Algae Great Again, che riprende il leitmotiv delle campagne presidenziali del tycoon. C’è uno store online dedicato dove poter comprare centinaia di prodotti con questo motto goliardico. Alghe 1 – Trump 0.



