Dalla discesa in campo di Donald Trump nel lontano 2016, molto è cambiato tra le fila del Partito Repubblicano. Il Presidente ha aperto una breccia in uno dei due grandi protagonisti della politica americana, facendovi entrare personaggi a dir poco particolari. Anche in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, non mancano candidati del GOP che si sono resi protagonisti più per dichiarazioni e gaffe che non per proposte programmatiche innovative.
Partiamo da due candidati che sono quasi sicuri di ottenere una vittoria nella loro corsa contro lo sfidante democratico: Tommy Tuberville e Paul Gosar. Entrambi nati negli anni Cinquanta, ricoprono già cariche politiche di alto rango. Tuberville è senatore per lo Stato dell’Alabama e ora punta alla poltrona di governatore. Si è laureato in educazione fisica, e tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila si è distinto come allenatore di football americano in vari college. Si è lanciato in politica nel 2020 come sostenitore di Trump, da cui ha ottenuto l’endorsment decisivo per vincere le primarie e, in seguito, il seggio che controlla ancora oggi. Ha fatto scalpore una sua intervista all’Alabama Daily News, dove ha rilasciato dichiarazioni errate. Ha affermato che nella Seconda Guerra Mondiale l’intervento degli Stati Uniti ha liberato l’Europa dal socialismo, che i tre rami del potere sono Senato, Camera e Governo (invece di legislativo, esecutivo e giudiziario) e che avrebbe sfruttato il suo ruolo di senatore per raccogliere fondi a favore delle campagne elettorali dei suoi colleghi — un’azione esplicitamente vietata dalle regole etiche del Senato. Se coach Tuberville rientra nell’ampia cerchia di chi sbaglia grossolanamente le dichiarazioni, Gosar invece è un caso interessante per quanto riguarda i video online sul suo conto.
Paul Gosar è nato in Wyoming ma si è trasferito in Arizona, dove ha lavorato come dentista per venticinque anni. Nel 2009 si è candidato con i repubblicani per la Camera ed è stato eletto come rappresentante del 1° distretto. Ha poi visto riconfermata la carica per il 4° distretto e in seguito per il 9°, per il quale è ricandidato il 3 novembre con ottime possibilità di conferma. Nel 2021 si era parlato molto di lui per una clip di un minuto e mezzo dove compariva in versione anime mentre uccideva Joe Biden e Alexandria Ocasio-Cortez. Lo aveva pubblicato lui stesso sul suo profilo X (all’epoca Twitter), elogiando il lavoro di montaggio del suo team. La deputata newyorkese, oggi in rampa di lancio in vista delle elezioni del 2028, aveva risposto dichiarandosi disgustata per l’attacco misogino e razzista: anche altri politici avevano condannato il post di Gosar. Prima di allora, invece, girava uno spot elettorale quasi surreale. I sei tra fratelli e sorelle del deputato dell’Arizona avevano registrato un video per chiedere di non votare loro fratello Paul, sostenendo il suo rivale democratico. Un colpo basso sferrato dalla famiglia.
Un destino avverso sembra aspettare Mike Collins e Victor Marx. Si prevede infatti che entrambi perderanno le loro sfide, rispettivamente per il seggio al Senato della Georgia e per la carica di governatore del Colorado. Collins è attualmente deputato e il 3 novembre avrà poche possibilità di spodestare Jon Ossoff, tra i Dem più chiacchierati in vista delle prossime elezioni presidenziali. Per il candidato del GOP la sfida è sempre più dura, dopo che negli ultimi giorni il genero è stato accusato di pubblicare post a favore del nazionalismo bianco. Già il lancio della campagna era iniziato con un grande inciampo, quel “Georiga [sic], Let’s Ride” per il quale era stato deriso. Proprio lui che si era fatto notare per un utilizzo brillante dei meme, anche per denigrare i suoi colleghi che avevano impiegato giorni e giorni per eleggere il presidente della Camera.
L’ultimo candidato ci porta in Colorado, dove Victor Marx è ormai certo di perdere contro il Dem Phil Weiser. La carta giocata dal GOP è a dir poco nebulosa. Come Victor Kennedy, Marx ha servito nei marines negli anni Ottanta dopo un rapporto difficile con il padre, che lo ha maltrattato per tutta l’infanzia. Nel 2003 ha fondato la All Things Possible Ministries, associazione con la quale sostiene di aver salvato più di 400.000 bambini dagli abusi in tutto il mondo. Non ci sono prove del suo operato al di fuori degli Stati Uniti, e anche tra le mura domestiche i suoi affari risultano poco chiari: si è sottratto a quasi tutti i dibattiti durante le primarie repubblicane per non rispondere del suo operato. Dopo la nomina come candidato del GOP, quasi nessuno del partito locale lo ha appoggiato; anzi, molti si sono detti pubblicamente contrari alla sua candidatura. Sostiene di avere avuto un passato come “agente operativo di salvataggio” contro il traffico di esseri umani e come “liberatore spirituale”, praticando esorcismi via telefono. È un predicatore evangelico e nel 2013 ha pubblicato un’autobiografia intitolata Con Dio tutto è possibile.
Questi sono alcuni dei candidati che il Partito Repubblicano ha messo in campo in vista del 3 novembre. Alcuni usciranno vincenti, altri sconfitti. Fa riflettere il percorso di certi personaggi, che sono riusciti a ottenere la nomina attraverso le primarie. Su centinaia di candidature è plausibile che qualcuna sia una mela marcia, ma che questa arrivi a un passo da una carica politica o la ottenga è più preoccupante. Il GOP è chiamato a smaltire le tossine, non solo di Trump ma anche di certi suoi elementi minori.



