Come sta Donald Trump?
L'ottantesimo compleanno e la domanda che nessuno vuole fare ad alta voce sul presidente
Alla vigilia della Festa del Papà, che negli Stati Uniti è caduta lo scorso weekend, il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth la foto di una donna bionda che sorride alla fotocamera mentre è al telefono seduta su un divano, con la didascalia: “Great daughter! My honor!!! President DJT”. La foto ritraeva Ivanka, la figlia maggiore del presidente? No. Tiffany, avuta con la seconda moglie Marla Maples? Nemmeno. La sorridente donna bionda è in realtà la settantaquattrenne Margo Catsimatidis, moglie del miliardario finanziatore di Trump John Catsimatidis e madre di Andrea, la presidente del Partito Repubblicano di Manhattan. La foto sembra essere stata scattata a Camp David negli anni Novanta.
Internet è rimasto perplesso e confuso dal post del Presidente, riaccendendo i dibattiti sul suo stato di salute all’indomani del suo ottantesimo compleanno, mentre la Casa Bianca si affanna a trovare una spiegazione che faccia calare il polverone.
La salute di Trump, soprattutto quella mentale, è oggetto di speculazioni già dal suo primo mandato. È la persona più anziana nella storia americana a diventare sia candidato che presidente degli Stati Uniti e, se dovesse arrivare a fine mandato, sarebbe la più anziana a completare due mandati. Tuttavia, non è solo una questione di età: il suo peso, il suo stile di vita e i presunti problemi cardiaci hanno sollevato numerosi dubbi sulla sua salute fisica, soprattutto dopo la diagnosi, lo scorso anno, di insufficienza venosa cronica. Questa patologia rende le valvole venose delle gambe più deboli, rendendo difficoltoso il flusso sanguigno e creando ristagno. Si tratta, in poche parole, delle caviglie e gambe gonfie che tutti abbiamo visto in foto. Per non parlare degli strani lividi sulle mani coperti in modo approssimativo con del fondotinta o della frequenza con cui Trump sembra addormentarsi — anche davanti alle telecamere, durante meeting importanti o addirittura all’evento di MMA organizzato in occasione del suo compleanno nel giardino della Casa Bianca, il discusso Freedom 250.
Lo scorso marzo Trump è stato fotografato con un brutto rash cutaneo sul collo. Il suo medico, Sean Barbabella, ha commentato che il presidente si stava sottoponendo a un trattamento topico preventivo per una condizione dermatologica momentanea. Ad oggi, non sappiamo di che condizione si trattasse. Ancora, alcuni giornalisti hanno notato lunghe assenze da parte del presidente, arrivando a contare 22 specialisti durante il suo recente check up medico al Walter Reed Military Medical Center. Anche in quell’occasione Sean Barbabella ha commentato che il Presidente gode di ottima salute ed è idoneo al suo ruolo.
La salute mentale di Donald Trump, però, è ormai oggetto di discussione quotidiana. Sono molte le voci che parlano di una presunta demenza senile del presidente (malattia che suo padre aveva, nella sua forma di Alzheimer), unita a disturbi di attenzione o disturbi narcisistici di personalità. Fin dal primo mandato Trump è stato descritto come un narcisista da manuale, incapace di provare empatia, e come un bugiardo. Molti ne hanno criticato la proprietà di linguaggio, descritta come scarna e infantile. Verso la fine del suo primo mandato la parola demenza inizia a entrare nei discorsi sulla salute del presidente.
È famosa l’intervista a Fox News del 2020 dove Trump, evidentemente orgoglioso di sé stesso, ripete al professor Marc Siegel cinque parole più volte: person, woman, man, camera, TV. Questo per vantarsi di essersi sottoposto volontariamente nel 2018 a un Montréal Cognitive Test (MoCA), ossia una breve valutazione neuropsicologica che serve come primo step per identificare un deterioramento cognitivo o un inizio di demenza. Ufficialmente il presidente ha passato il test “a pieni voti”, usando il risultato come arma contro l’allora sfidante Joe Biden. Da lì, le numerose TAC al cervello perfette e il presunto successo nel MoCA è stato usato più volte da Trump per parlare di quello che definisce un cervello infallibile, pur sbagliando gli animali presenti nel test durante i comizi.
Eppure, sono sempre più frequenti gli episodi di confusione o le gaffe di Donald Trump, sia nel periodo fuori che di nuovo dentro la Casa Bianca: confondere Greenland (la Groenlandia) con Iceland (l’Islanda), o scambiare Nikki Haley, l’allora sua sfidante alle primarie del GOP, con Nancy Pelosi; i post sempre più aggressivi come quelli riguardanti l’Iran; parlare della sua sala da ballo davanti a dei bambini alla Casa Bianca o il delirio sui cani e i gatti durante il dibattito contro Kamala Harris nel 2024, dove addirittura sostenne che il pubblico era impazzito per lui, anche se non c’era il pubblico in studio.
Quando si parla della salute mentale di una figura politica pubblica negli Stati Uniti, si entra in un terreno pericoloso. Esiste nel codice di comportamento dell’American Psychiatric Association (APA) la cosiddetta Goldwater Rule, risalente al 1973. Questa vieta ai professionisti di fare diagnosi pubbliche e dare opinioni professionali sullo stato di salute mentale di una persona pubblica senza averla esaminata di persona e valutata. La regola nasce dalla corsa presidenziale del 1964, quando il magazine Fact fece un sondaggio tra gli psichiatri chiedendo se il candidato conservatore, il senatore Barry Goldwater, fosse psicologicamente idoneo. Più di mille specialisti risposero con speculazioni, influenzate anche da bias politici, dando diagnosi senza averlo mai incontrato. La Goldwater Rule protegge specialista e paziente: da una parte si difende l’integrità della professione e dall’altra la dignità di chi riceve una diagnosi. Proprio con Trump, si è aperto il dibattito chiedendosi se questa regola valga ancora e se anche i medici debbano dare un parere pubblico sulla capacità di una persona di governare o no. Anche perché, nel caso il presidente non lo fosse, si dovrebbe attivare il Venticinquesimo Emendamento, che trasferirebbe pro tempore i poteri al suo vice.
Ed è proprio sul tenere la figura pubblica di Donald Trump inespugnabile e perfetta per il suo ruolo che i membri del Gabinetto e del suo staff stanno facendo salti mortali complessi e spesso poco credibili. Dai lividi sulla mano causati da troppe strette di mano, ai pisolini in cui il Presidente non dorme, ma riposa solo gli occhi; tutto sembra perfettamente a posto, nonostante il rifiuto di rilasciare report medici completi ed esaustivi. Un Trump vecchio, stanco e, soprattutto, malato cozza con l’immagine di sé che si è costruito da quando era una star dei reality show, fino ad essere oggi al vertice di una delle nazioni più potenti del mondo. I suoi collaboratori lo ripetono alla nausea come se volessero convincere noi e sé stessi, mentre per comportamenti analoghi hanno passato quattro anni a infangare Joe Biden, con le sue gaffe senili e la sua lentezza.
Che Donald Trump abbia davvero pensato che Margo Catsimatidis fosse sua figlia? La foto rimane, certo. Così come lo screenshot del post, se questo viene cancellato. Da qualche parte, intanto, c’è ancora quella foto: una donna bionda su un divano, un telefono in mano, un sorriso. E l’uomo più potente del mondo che la guarda e vede qualcosa che non c’è.



